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cultura gastronomica dell'orvietano è strettamente legata alla tradizione;
il recupero dei valori del gusto è alla base di quell'insieme di manifestazioni
che hanno fatto di Orvieto una delle "città slow" italiane e
che ha trovato in "Orvieto con gusto-l'Arca dei sapori" uno dei momenti
salienti della valorizzazione della cultura enogastronomica. Il
vino, che qui ha origini antichissime, è il prodotto di eccellenza
dell'Orvietano. A conferma della tradizione vitivinicola del territorio è
uno dei toponimi con cui Orvieto era conosciuta, Oinorea vale a dire città
del vino. L'Orvieto D.O.C. è uno dei
vini italiani più rappresentativi e conosciuti. La valorizzazione dei vini
passa anche attraverso la manifestazione Le strade del vino (Orvieto è
sulla strada dei vini etrusco-romana), un
progetto culturale che, percorrendo le più significative zone di produzione,
approfondisce i valori storici, artistici e ambientali del territorio. Numerosi
sono i prodotti di qualità, quali il tartufo bianco,
ma è presente anche la varietà nero invernale e nero estivo.
Tra i prodotti di eccellenza vi è l'olio extra
vergine d'oliva, dal sapore delicato e fruttato. Con la manifestazione
Frantoi aperti, che si tiene a novembre, il
visitatore può seguire la lavorazione dell'olio, degustare vari tipi e
fare acquisti mirati. Tra i piatti più singolari vi è la gallina
ubriaca, così chiamata perchè il principale ingrediente è
il buon vino di Orvieto. Tra i primi piatti sono da menzionare gli umbricelli
(impasto di acqua e farina), le tagliatelle fatte a mano e le zuppe di ceci e
castagne. Tra le carni un posto di primo piano ha la cacciagione con prevalenza
di lepre, cinghiale e palombe. Dolci tradizionali sono: i maccheroni dolci, le
lumachelle (impasto di acqua, farina e formaggio arrotolato a forma di chiocciola,
le cicale (frittelle di fiori di zucca) e le ciambelline all'anice. | |
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