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Da Orvieto a Città della Pieve
Le prime testimonianze documentate della presenza di un insediamento, sulla rupe in tufo vulcanico su cui sorge la città di Orvieto, risalgono al periodo etrusco. La Necropoli del Crocifisso del VI sec. a.C. (dista circa un chilometro dalla città) costituisce un interessante reperto della presenza del popolo etrusco. Sono tutt'oggi visibili e in ottimo stato di conservazione tombe a camera nel cui interno sono stati ritrovati ricchi corredi funebri. La città odierna conserva l'aspetto medievale con il suo dedalo di vicoli tra i quali si aprono, con effetto di sorpresa, le piazze che accolgono i maggiori edifici religiosi e pubblici. Cuore della città è Piazza della Repubblica, dove vi prospettano Il Palazzo Comunale (di origine medievale e rifatto nel '500) e la Chiesa di S. Andrea affiancata dalla insolita torre dodecagonale. La silenziosa Piazza del Duomo accoglie un capolavoro dell'arte gotica italiana, il Duomo di Orvieto, eretto su probabile disegno di Arnolfo di Cambio e completato dal Maitani. All'interno i mirabili affreschi di Luca Signorelli e il prezioso reliquario di Ugolino di Vieri che custodisce il corporale del miracolo di Bolsena. Sulla stessa piazza è il Palazzo Soliani che ospita il Museo dell'Opera del Duomo con opere di Simone Martini, Andrea Pisano e della scuola del Maitani. Sulla Piazza del Popolo vi prospetta il grandioso Palazzo del Popolo eretto in forme romanico-gotiche. Meritevole di visita è anche la Chiesa di S. Domenico che accoglie all'interno il pregevole monumento al cardinale Braye, opera di Arnolfo di Cambio.
Lasciata la città di Orvieto si rasentano le case di Bagni, "villa" tardo-medievale successivamente evoluta in castello della vicarìa di Ficulle. Proseguendo si incontra il Castello della Sala, che si staglia con la sua mole poligonale e l'imponente torre cilindrica tra i vigneti che ricoprono le dolci colline. Si giunge a Ficulle, paese caratterizzato da antiche mura che racchiudono vicoli e piazzette, tra le quali spiccano le Chiese di S. Maria Nuova e S. Maria Vecchia.
Abbandonata la piana del Chiani, si incontra Monteleone d'Orvieto, antica postazione difensiva sulla strada per Perugia. Lungo la via principale sorgono la Collegiata dei Ss. Pietro e Paolo, che custodisce opere della scuola del Perugino e il teatro comunale dei Rustici.
Tappa ultima di questo itinerario è Città della Pieve, patria di Pietro Vannucci detto il Perugino. Alcune sue opere si trovano all'interno del Duomo (del XII secolo) che prospetta sulla piazza centrale affiancato dall'alto campanile romanico-gotico. Sulla stessa piazza è il grandioso Palazzo Mazzuoli, attribuito all'Alessi. Altre opere del Perugino sono nell'oratorio di S. Maria dei Bianchi e nella Chiesa di S. Pietro.
Da Orvieto a Perugia
Lungo la statale che congiunge Orvieto a Todi, merita una sosta la frazione di Prodo, dominata dal castello trecentesco, oggi proprietà privata. Si giunge, quindi, a Todi, rappresentazione plastica della "scena" medievale, con la sua fantasia di spazi inventati, utili al vivere in comunità civica. Cuore civico e religioso della città è Piazza del Popolo dove vi prospettano oltre al Duomo in forme romaniche, il merlato Palazzo dei Priori e la severa mole gotica del Palazzo del Popolo con portico collegato da una scala esterna al Palazzo del Capitano, dove è allogata la Pinacoteca civica. Al culmine della gradinata di Piazza della Repubblica sorge la Chiesa di S. Fortunato dove è sepolto il poeta francescano Jacopone da Todi. Fuoti della cerchia medievale sorge S. Maria della Consolazione, a croce greca su progetto del Bramante.
Proseguendo per Perugia merita una deviazione la visita a Monte Castello di Vibio che, per la struttura urbanistica, riproduce quasi fedelmente il Castrum medievale con la cinta muraria turrita che si conserva per quasi tutto il perimetro. Gioiello del paese è il Teatro della Concordia, considerato il teatro più piccolo del mondo. La struttura, interamente in legno ospita 99 posti e merita una visita sia per la bellezza architettonica che per gli affreschi di Luigi Agretti.
Abbarbicata su un colle, Perugia, meta di questo itinerario, è una della più belle città del nostro paese. Dalle sue murature etrusche, alle pietre medievali, ai marmi di fresca grazia di Agostino di Duccio in S. Bernardino, agli affreschi del Perugino, agli edifici cinquecenteschi o barocchi della Perugia pontificia, qui si può cogliere la vitalità di quasi tutto il corso dell'arte italiana. Centro artistico della città è Piazza IV Novembre, dove sorgono la Fontana Maggiore, la Cattedrale, la quattrocentesca Loggia di Fortebraccio e il Palazzo dei Priori, uno dei più superbi palazzi mediavali italiani. All'interno del palazzo dei Priori è la Galleria Nazionale dell'Umbria, la Sala del Collegio della mercanzia e il Collegio del Cambio. Numerose le chiese, gli edifici, i musei meritevoli di visita: ogni scorcio della città entro le mura racconta la maestria medievale e rinascimentale del modellare l'ambiente urbano.
 
 
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